Le nuove scelte dei CIOs

Le nuove scelte dei CIOs

Negli ultimi anni tutte le “Industries”, senza esclusioni, hanno incontrato una vera e propria rivoluzione che non chiameremo Digital Transformation o Industry 4.0. Non che i termini non siano appropriati ma l’abuso di questi ha fatto sì che oggi significhino tutto e al contempo niente.

Il fulcro di questa rivoluzione è stato l’IT e Internet e così molte grosse imprese hanno trovato una dura concorrenza da abbattere che arriva da startup che hanno 1/100 dei loro dipendenti (e costi) ma che riescono a raggiungere mercati e obiettivi “Big”.

Vediamo come cambieranno e come, in parte, sono già cambiate le scelte dei Decision Maker in ambito ICT all’interno delle aziende che affrontano questa rivoluzione.

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Consolidare? Impossibile!

Fino a qualche anno fa il modello principale di scelta era la fedeltà assoluta alle tecnologie quasi fossero dei dogmi e lo stesso valeva anche per lo sviluppo: scelto un linguaggio lo si portava avanti come fosse un feticcio. Questo modello ha già più volte dimostrato di non funzionare. Può certamente semplificare alcuni aspetti, ma ne complica altri cento. Il vero problema è che questo modello era molto spesso giustificato dal fatto che una volta intrapresa una strada era difficile uscirne, per paura o per complessità una scelta era definitiva. Vediamo nell’immagine come è cambiato il mondo dei più popolari software (e non) utilizzati ad oggi dalle aziende.

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“Ma io non ho lo stesso Business, quindi non mi servono!”

Mai nulla fu più sbagliato e deleterio. Non è altro che è una parafrasi della più celebre “Abbiamo sempre fatto così”.
Le cose cambiano, non c’è nulla di male. La realtà è che oggi prendere decisioni è più facile, perché sbagliare costa molto meno.
Minor effort per il “cambio di rotta”, minor capitale investito e quindi meno soldi spesi e maggiore agilità nel far fronte ai cambiamenti.

Sono finiti i tempi in cui si sceglieva il proprio Vendor – ad esempio IBM – e lo si portava avanti “finché morte non ci separi”.
Molti progetti (Docker, Chef, Jenkins etc.) sono Open Source, non ti vincolano a nulla e – proprio per questo – c’è una continua guerra. Tutto è finalizzato per permettere la totale integrazione per sopperire alle mancanze di una tecnologia con i pregi di un’altra.

Cosa è cambiato quindi?

Tutto! Dalla scelta delle tecnologie a quella dei fornitori. Molto cambierà ancora nel giro di pochi mesi. Le tecnologie sono tante e pensare di padroneggiarle tutte è utopia. A un ecosistema così complesso di tecnologie corrisponderà un altrettanto complesso ecosistema di fornitori. Le aziende, tutte, stanno cambiando il loro modo di erogare servizi. C’è sempre più trasparenza, chiarezza e sempre meno vincoli.
Ricordate Telepiù? Si, proprio la piattaforma di TV digitale. Quanti di voi hanno sottoscritto l’abbonamento e sono riusciti a disdire lo stesso in meno di 1 mese? Sarei curioso di vedere quante mani alzate.Pensate oggi a Netflix, Now TV o Prime Video: la vostra TV – ora via Internet – con tutti i contenuti che amiamo con lo stesso canone mensile, ma la possibilità di disdire in qualsiasi momento con un semplice quanto rapido click.

Perché non estendere lo stesso concetto all’ICT?

Questa è stata forse la domanda che ci ha portato a partorire Startup to the Cloud, il nostro innovativo Managed Service Program. Un programma fortemente orientato al Cloud e all’Automation in grado di restituire agilità in qualsiasi contesto applicativo.

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